LA GRAZIA DEGLI INIZI – Terza puntata

LA GRAZIA DEGLI INIZI – Terza puntata

In questo mese di giugno proponiamo a puntate qualche appunto storico circa la costruzione della nostra chiesa parrocchiale, in previsione della festa di san Giovanni Battista del prossimo 23 giugno, ma soprattutto in preparazione alle celebrazioni del 50° anniversario della sua consacrazione, da vivere nel mese di ottobre. La terza parte del racconto, che trovate qui sotto, ci riporta proprio a quei giorni.
I testi sono tratti dal libro “Dalla fede, le opere” di Domenico Vescia. Chi ne desiderasse una copia, può farne richiesta a don Carlo.

A partire dall’aprile 1971 la conformazione della nuova chiesa si rese evidente. I parrocchiani poterono così vedere i criteri che presiedevano alla costruzione e le scelte architettoniche che venivano compiute. Tutto venne precisato dall’ingegner Paleari che intervenne su Luce Sestese con un articolo finalizzato a spiegare all’intera comunità cittadina i termini del progetto. Paleari iniziò la propria esposizione, mostrando come l’esiguità dell’area e la necessità di edificare su di essa tanto la chiesa, quanto i locali per le attività parrocchiali avevano obbligato ad adottare un preciso metodo di progettazione, quello del “monoblocco”, vale a dire «un unico edificio compatto, entro il quale inserire tutte le funzioni desiderate». Quella dedicata a San Giovanni fu allora concepita come «una chiesa sovrapposta – in un certo senso – ad un volume seminterrato, con la necessità di tenere alto il pavimento della chiesa stessa al fine di illuminare ed areare il meglio possibile i volumi sottostanti destinati alle attività parrocchiali». Queste scelte spiegano il motivo dell’imponente scalinata d’ingresso e dei gradini posti davanti all’altare maggiore.

L’interno fu progettato in modo tale da favorire l’unione dei fedeli e la vista dell’altare da tutti i settori. Sul lato sinistro, oltre al Battistero, furono aperte due cappelle, di volume diverso: la prima riservata alla celebrazione del Sacramento della Penitenza, l’altra destinata ad ospitare l’immagine di San Giuseppe e di altri santi. Più grande e maggiormente illuminata l’unica cappella posta sul lato destro, nella quale venne collocata la statua della Madonna di Lourdes già venerata sta nella vecchia chiesina. Sopra l’ingresso, per ampliare la capienza dell’edificio, fu realizzata una vasta balconata a gradoni, con numerosi posti a sedere. Il presbiterio, posto in posizione sopraelevata, fu costruito in modo da assegnare la maggiore rilevanza possibile all’altare maggiore, costituito da una semplicissima mensa in marmo grigio, collocata su un robusto basamento trapezoidale. Dietro l’altare la soluzione iniziale contemplava la sede per il sacerdote, ma don Giuseppe volle che vi venisse collocato il tabernacolo, originariamente previsto di lato. Fu una richiesta certamente dettata dalla profonda devozione eucaristica del Parroco che desiderava che i fedeli, entrando in Chiesa, potessero subito elevare lo sguardo al Signore per adorarlo nel Santissimo Sacramento. Sopra il tabernacolo si pensò di collocare un grande crocifisso ligneo, a sottolineare il legame fra il sacrificio della Croce e la celebrazione eucaristica. Don Giuseppe volle ricorrere alla Scuola Beato Angelico di Milano. A realizzare l’opera fu don Marco Melzi che – sullo sfondo della Croce – volle rappresentare il Cristo Risorto, con le braccia spalancate in atto di accoglienza e di misericordia, con il viso sorridente e rasserenante. Don Giuseppe amò a sempre moltissimo quest’opera e non mancava di spiegarla, soprattutto ai bambini, ogni volta che gliene veniva offerta l’occasione. Dietro il presbiterio, in posizione elevata, vennero realizzati i locali di servizio, sacrestia compresa, e, negli spazi sottostanti, venne ricavato l’appartamento per il parroco. Nei volumi posti al di sotto dell’area della chiesa furono aperti i locali da destinare alle attività catechistiche ed oratoriane: aule, locali per le riunioni e due ampi saloni, uno dei quali fu dotato di palco e destinato a teatro. La nuova struttura, non ancora del tutto ultimata, nè consacrata iniziò ad ospitare i fedeli a partire dal 17 dicembre 1971, quando il Prevosto di Sesto e Vicario Episcopale, monsignor Aldo Mauri, su esplicito mandato dell’Arcivescovo, presiedette alla Benedizione della Chiesa, che poté così ospitare i fedeli in occasione delle celebrazioni natalizie.

Il giorno successivo, il nuovo edificio ospitò la seconda Visita Pastorale nella storia della Parrocchia, effettuata dal Cardinale Giovanni Colombo.

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