PRIMO VENERDÌ DEL MESE – ADORAZIONE EUCARISTICA DALLE 19 ALLE 22

PRIMO VENERDÌ DEL MESE – ADORAZIONE EUCARISTICA DALLE 19 ALLE 22

PRIMO VENERDÌ DEL MESE – ADORAZIONE EUCARISTICA DALLE 18:30 ALLE 22
– riportiamo un estratto da Parola Amica scritto da don Carlo

COME UNO CHE L’AMORE RENDE PRONTO – l’opportunità dell’adorazione eucaristica mensile 
Carissimi,
ogni primo venerdì del mese nella nostra chiesa viene offerta l’opportunità dell’adorazione eucaristica, a partire dalla Santa Messa delle 18.30 sino alle ore 22.00. È un momento di preghiera totalmente libero: ciascuno può entrare quando vuole, rimanere quanto vuole, pregare come vuole e andarsene quando vuole. È la preghiera più semplice e più difficile al tempo stesso: più semplice perché non occorre nulla; più difficile perché costringe a stare a tu per tu alla presenza del Signore Gesù Cristo. L’adorazione eucaristica mi sembra sia uno di quei tesori preziosi della tradizione che dovremmo custodire con cura e tramandare con responsabilità. Mi piacerebbe capire come valorizzare questo appuntamento mensile, che – mi sembra – non viene colto se non da pochi nella sua importanza per la vita spirituale di ogni singolo credente e della comunità.
Provo allora a dire, così come ne sono capace, in cosa consiste l’adorazione eucaristica e perché dovrebbe essere esercizio abituale di ciascun cristiano.

AFFETTO, SILENZIO, STUPORE
Pare che l’etimologia della parola adorazione rimandi alla frase latina ad os, ovvero “alla bocca”, sottintendendo il verbo portare. Portare alla bocca che cosa? Portare la mano alla bocca. Perché si porta la mano alla bocca? Possiamo immaginare tre situazioni: per mandare un bacio, per esprimere l’intenzione di tacere, per manifestare stupore. La sosta davanti all’Eucaristia presuppone la disponibilità a credere alla presenza reale di Gesù nel Sacramento del pane e a lasciarci provocare dalla sua vicinanza. Se penso e credo che il Signore dell’Universo è lì in quel frammento, posso comprendere e “sentire” che sono chiamato a costruire una relazione con lui, a rispondere alla sua chiamata: “Seguimi”. E allora sto in silenzio e non riempio quel tempo con mille preghiere e con mille pensieri; e allora provo a stupirmi di un Dio misterioso ma vicino, altro da me, ma disponibile all’incontro; e allora sento che la mia risposta può essere il desiderio di ricambiare con affetto l’offerta della vita che Gesù Cristo mi consegna. Il teologo Giovanni Moioli traduce la frase di San Tommaso d’Aquino “Adoro te devote” in questo modo suggestivo: “Come uno che l’amore rende pronto”.

UNA PREGHIERA NUDA
Faccio una affermazione piuttosto radicale (tranquilli, poi la mitigo un po’): durante l’adorazione eucaristica non si dovrebbe dire niente, non si dovrebbe fare niente, non si dovrebbe pensare a niente. E quindi? Cosa stiamo lì a fare? Niente, appunto. Si sta lì a guardare. A guardare la povertà di Dio, che si fa uomo, che si fa croce, che si fa pane (c’è una frase potentissima di don Primo Mazzolari, che dice più o meno così: “siccome Gesù non poteva darci il legno da mangiare, ha transustanziato il pane”). Sto lì e guardo. Guardo questo Gesù così perdente, tradito, umiliato; guardo questo Gesù così vincente, risorto, glorioso. E se proprio non riesco a non pensare a nulla (chi ci ha provato sa che è la cosa più difficile) allora penserò alle frasi che Gesù ha detto ai suoi discepoli: “Io sono con voi tutti i giorni”; “Non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi”; “Venite a me voi che siete stanchi e oppressi ed io vi darò ristoro”.

TEMPO PERSO
Vivere l’adorazione eucaristica e più in generale la preghiera, significa essere disponibili a perdere tempo. Nessuno si scandalizzi, per favore. Al contrario, se ci pensate: tu “sprechi” tempo solo per e con le persone alle quali vuoi bene, alle quali tieni. Con gli altri cerchi efficienza o te la sbrighi il più in fretta possibile. Scegliere di trascorrere del tempo in chiesa per l’adorazione eucaristica significa dire al Signore Gesù che non gli lasciamo sempre e soltanto le briciole del nostro tempo, quando proprio non abbiamo altro da fare, ma che sappiamo ogni tanto abbandonare tutto per rimanere in sua compagnia. Gli orari (dalle 19.00 circa alle 22.00) sono pensati esattamente per favorire la preghiera personale di ciascuno: potresti passare in chiesa appena uscito dall’ufficio, prima di rincasare; oppure potresti fare un giro dopo cena, magari prima di un impegno serale; oppure concludere lì la tua giornata, prima del riposo notturno. Non ci sono schemi, non ci sono tracce, non ci sono foglietti: ci sei tu, davanti al Signore Gesù Cristo. Appuntamento a venerdì 2 dicembre, dopo la Santa Messa delle 18.30.

Buon cammino!
Con affetto, don Carlo

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